Cari Parrocchiani,mi capita spesso di incontrare persone sconfortate che vedono solo il buio davanti a loro. C’è chi guardando la situazione politica, i crimini che vengono commessi, la guerra in atto … ha paura di perdere tutto. C’è chi crolla per la mancanza di salute, per la depressione, chi sta facendo fatica ad uscirne, chi è preoccupato per la propria salvezza perché non riesce a staccarsi dai soliti peccati, c’è chi ha tanti dubbi. È come se il mondo stesse crollando davanti a ognuno di loro.
Cari Parrocchiani,
Dio entra nella storia degli uomini per mezzo di Maria Madre del Principe della Pace.
Con il suo “Sì” all’annuncio dell’angelo Gabriele, la Vergine accoglie nel suo cuore il Figlio di Dio che in lei si umanizza. La fanciulla, pur non perdendo nulla della propria terrena realtà, in quello stesso momento è divinizzata.
Cari Parrocchiani,
mentre vi scrivo questa lettera, siamo nel Tempo di Quaresima.
Gesù, dopo avere fatto esperienza del Padre nel Battesimo: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento” (Mt 3,17), viene condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal demonio: “Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane … Se sei Figlio di Dio, gettati giù …” (Mt 4,1-11). Gesù subisce queste tentazioni fino alla fine della sua vita, anche sul legno della croce: “Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!” (Mt 27,40). Il demonio tenta Gesù per metterlo alla prova. Gesù uomo supera tutte le tentazioni perché rimane sempre unito al Padre, sia nel deserto che nel Getsemani e sulla croce.