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Cari Parrocchiani,

quest’anno ricorrono 800 anni dalla morte di San Francesco. Papa Leone XIV ha indetto l’Anno Giubilare Francescano per tutti coloro che si recheranno a visitare le chiese francescane.
Sono trascorsi 800 anni da quando San Francesco ha trasformato ‘maledetta morte’ in ‘sorella morte’, colei che gli ha dato la possibilità di incontrare Dio faccia a faccia. 

Quante volte San Francesco si è soffermato a contemplare la passione di Gesù, il mistero eucaristico del Giovedì Santo e le parole di Gesù “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna … chi mangia questo pane, anche se muore, vivrà e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6, 54…). Contemplando questi misteri Francesco ha compreso che Gesù, morendo sulla croce e risorgendo per noi, ha dato un altro significato alla morte. Per chi confida nel Signore la morte può essere l’ultima occasione per raccogliere la propria vita e offrire tutto a Dio. Anche il ladrone, che prima malediceva la morte, è bastato che si affidasse a Dio con amore per far diventare la morte il passaggio al cielo e l’ingresso, in tempo reale, in Paradiso: “Oggi sarai con me nel Paradiso” (Lc 23, 43).
Francesco si immerge nei grandi misteri di Dio: l’Incarnazione (il primo presepe a Greccio), il grande mistero della Eucaristia dove Dio dona la sua carne perché gli uomini abbiano la vita eterna e infine il mistero della passione dove Gesù gli concederà la grazia, attraverso le stimmate, di essere con Lui crocifisso. Egli, da innamorato di Dio, ci ha condotto verso l’essenziale, si è spogliato di tutto per farci comprendere ciò che, alla “fine”, veramente conta: vivere con Lui, morire con Lui per risorgere con Lui.

Quest’anno cogliamo il grande invito, insieme a San Francesco, di contemplare Dio che incarnandosi si è fatto fratello di ciascuno di noi, in tutto simile a noi eccetto il peccato. Dio ci ama da morire donandosi fino all’ultima goccia del suo sangue e risorge per noi, perché ci ama da vivere.
Chiediamo al nostro San Francesco, che nella sua vita è riuscito a passare dalla gioia umana delle festicciole alla gioia della Perfetta Letizia, che ci aiuti ad apprezzare la bellezza della gioia della fede. Verso la fine della vita Francesco disse: “Fratelli, finora non abbiamo fatto niente. Ricominciamo!”. Questa parola “ricominciamo” mi fa esclamare: e se noi ricominciassimo a credere fermamente che Gesù è Risorto? Che Gesù vivo ci accompagna tutti i giorni? Questa fede profonda che coglie la presenza reale di Gesù può cambiare tutto: la vita quotidiana, l'approccio verso la morte che non è la fine di tutto ma l'inizio della vita nuova.

Insieme ai miei confratelli, auguro a tutti voi una fede che sappia cogliere la presenza del Risorto, una fede che trasformi la vita e faccia sì che il cammino di noi cristiani diventi un cammino di uomini che posseggono la speranza.
Gesù è vivo! Buona Pasqua!

Il Parroco
Padre Tomasz